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Cognomi: Stenico

  • Immagine del redattore: traccetrento
    traccetrento
  • 20 feb
  • Tempo di lettura: 5 min

Aggiornamento: 23 feb

Il cognome Stenico, in tutte le sue varianti a seconda del luogo e del periodo storico - Stenech, Stenec, Steneche, Stenegh, Steneg, Steneck, Stenek, Stenegus, (de) Stenegis… - ha un’origine toponomastica, deriva cioè da Stenico, una località delle Giudicarie abitata sin dalla preistoria, dove sorge l’omonimo splendido castello, menzionato per la prima volta in un documento del 11631.


L’origine del cognome si fa risalire a una popolazione pre-protostorica, gli Stoni, che occupavano le Giudicarie sembra già attorno al 1.500 a.C. Non è chiaro a quale facies culturale appartenessero gli Stoni, ma di certo gravitarono poi nell’area cenomanica, quando i Cenomani (tribù della Gallia cisalpina), attorno al 500 a.C., si introdussero in regione.

Ricordiamo poi che, sebbene il Trentino non fu interessato dalla conquista militare romana fino al I sec. a.C.2, nel 117 a.C.  ci fu proprio nelle Giudicarie uno dei rari episodi bellici da parte di Roma con, è lecito pensare, una contaminazione etnica.

Secondo l’autore Cesarini Sforza la prima menzione al cognome Stenico, nella forma Stenegus, è da far risalire all’anno 12213.


Stenico è la versione italiana di tutte le varianti del cognome, dalle più antiche a quelle otto/novecentesche. Come tutti i cognomi di origine tedesca, o presunta tale, in epoca fascista le varie versioni vennero italianizzate nella loro forma attuale con decreto del Prefetto di Trento nel 1931 in attuazione dell’art. 4 del Decreto Ministeriale del 5 agosto 1926.


Diffusione e varianti del cognome tra il 1815 e il 18234


Tra il 1815 e il 1923, gli Stenico erano presenti in 43 località trentine, per un totale di 1519 individui, maggiormente rappresentati a:


  • Fornace (301 individui), dove da Stenico Nicolò Stenech si spostò alla fine del Quattrocento, ottenendo l'investitura di Maso S. Cipriano;

  • Trento città (210 individui) nelle parrocchie di S. Vigilio, S. Maria Maggiore, SS. Pietro e Paolo, S. Apollinare;

  • Nave S. Rocco (193 individui), dove Giovanni Battista Stenech si trasferì da Fornace tra il 1779 e il 1794;

  • Meano (190 individui);

  • Telve (109 individui).


Gli Stenico si trovano poi a Lavis (49), Ravina (49), Vigo Meano (49), Gardolo (42), Calavino (40), Romagnano (32), Pressano (31), Rovereto (30), Aldeno (25), Civezzano (21), Sarche (18), Borgo Valsugana (16), Castagnè (15), Mezzolombardo (12), Selva di Levico (12), Seregnano di Civezzano (12), Grumo (11), Vela (9), Baselga di Pinè (6), Zambana (5), Mattarello (4), Bedollo (3), Cles (3), Levico (3), Cognola (2), Covelo (2), Fiera di Primiero (2), Lasino (2), Montevaccino (2), Sorni (2) e 1 solo nato nelle parrocchie di Campodenno, Daone, Rango, Roverè della Luna, S. Michele all'Adige, Taio, nonché un nato a Landegg nella bassa Austria.


La forma del cognome più diffusa è Stenech (880 individui). Segue Stenico con 476 individui, e a seguire:

  • Stenec, 67 individui

  • Stenek, 45 individui

  • Stenech Stenico, 13 individui

  • Steneg, 11 individui

  • Stenico Stenech, 10 individui

  • Stenego 8 individui


Le varianti Steneche (4 individui), Stenico Stenik (2 individui), Stenick, Stenekc e Stench (1 individuo), sono da considerarsi errori o o varianti isolate di scrittura nelle registrazioni di nascita.


Personaggi importanti


  • Padre Remo Stenico (Nave S. Rocco, 1925 - Trento, 2017), frate francescano, storico, bibliotecario e archivista

    padre Remo Stenico
  • Dragan Stenek (Sarajevo, 1964 - New York, 1999), pittore e poeta



FOCUS

Gli Stenico di Nave S. Rocco (Tn)


Il primo capostipite del luogo si fa risalire a Giovanni Battista Stenech, nato nel 1794. Derivano tuttavia da Fornace (come anche i rami Stenico di Calavino/Lasino, Pressano, Meano), dove il padre di Giovanni Battista, anche lui con lo stesso nome, era nato nel 1754.

Ancor prima, come evidenziato dall’articolo, gli Stenech sono originari di Stenico (come tutti i ceppi che portano questo cognome), da dove Nicolò Stenech si è spostato alla fine del Quattrocento, ottenendo l’investitura di Maso S. Cipriano a Fornace1. Le fonti ne fanno quindi risalire il capostipite (ovvero la prima persona conosciuta relativa a questo ramo) a Giovannazzo da Stenico2 che possiamo collocare a Stenico, appunto, nel primo quarto del XV secolo.


Biblio-sitografia


  1. Cesarini Sforza L., Per la storia del Cognome nel Trentino, Firenze, Istituto di Studi per l’Alto Adige, 1991

  2. Stenico p. R., Il cognome Stenico nasce a Santo Stefano di Fornace. Trento, Biblioteca San Bernardino, 2008

  3. Landi W., L'incastellamento di fronte al diritto feudale. Il caso dell'episcopato di Trento fra XII e XIII secolo, in «Geschichte und Region / Storia e Regione, 24 (2015), n. 1, pp. 97–156. 

  4. Curzel E., Varanini, G.M. (a cura di), Codex Wangianus. I cartulari della Chiesa trentina (secoli XIII–XIV). Collana Annali dell’Istituto storico italo-germanico in Trento – Fonti, n. 5. Bologna: Il Mulino, 2007

  5. www.natitrentino.mondotrentino.net 

  6. https://www.archeologiaviva.it/3202/il-trentino-in-eta-romana/)

  7. www.cultura.trentino.it/Luoghi/Tutti-i-luoghi-della-cultura/Castelli/Castello-di-Stenico 


Note al testo

  1. Codex Wangianus n. 15

  2. La fondazione di Trento, eretta a municipio dei Tridentini è attestata di certo a partire dal 23 a.C., data nella quale una lapide di Marco Apuleio, legato di Augusto, ne attesta l’esistenza. I territori circostanti furono invece sottomessi in seguito alla guerra retica avvenuta nel 15 a.C. (https://www.archeologiaviva.it/3202/il-trentino-in-eta-romana/).

  3. Cesarini Sforza, p. 84.

  4. Portale Nati in Trentino https://www.natitrentino.mondotrentino.net/


 Note al FOCUS: Gli Stenico di Nave S. Rocco (Tn)

  1. Una pergamena del 1494 (1) contiene la rinuncia in mano dei canonici della cattedrale di Trento, da parte dei signori Roccabruna, di maso a Fornace, nella località di Santo Stefano, denominato Maso di s. Cipriano, a favore di Nicolò fu Nicolò fabbro di Stenico, il quale - per poter coltivare questo maso, sborsò 400 ragnesi d’oro e si impegnò a pagare annualmente alla chiesa di S. Mauro di Piné (che apparteneva alla prebenda capitolare di Piné)sei staia di frumento, sei staia di siligine e otto grossi in moneta trentina. Inoltre, alla chiesa di s. Stefano di Fornace avrebbe dovuto pagare, sempre annualmente, mezzo staio di olio (versamento fino ad allora volontario per i coloni del posto). Il fratello di Nicolò, Bertone, figura come uno dei testimoni dell’atto. In una successiva pergamena del 1498 (quindi quattro anni dopo l’acquisto di Maso s. Cipriano a Fornace) (2) si fa nuovamente riferimento anche a Bertone fu Nicolò, fratello di Nicolò. Entrambi vengono citati come testimoni di una vendita avvenuta a Trento: “[…] Bertone e Nicolò fratelli figli del defunto mastro Nicolò fabbro […]” tutti da Stenico. In una pergamena del 1521 (3), Nicolò viene citato come padre di Pasquale: “Stefano fu Giorgio de la Stefana da Fornace vende a Pasquale abitante nel maso di santo Stefano nelle pertinenze di Fornace e figlio del fu Nicolò da Stenico della valle delle Giudicarie, un fondo zappativo da 8 zappatori, posto nelle pertinenze di Civezzano nel luogo detto a Bagai”. In un altro documento di vendita del 1529 (4) si legge che i fratelli Antonio e Bernardo da Fornace vendono a “Pasquale abitante nel maso di s. Stefano pertinenze di Fornace, diocesi di Trento, figlio del defunto Nicolò da Stenico pieve di Banale, diocesi di Trento, una casa costruita con muri et legname […]”

(1) Pergamena datata 19 febbraio 1494 conservata all’Archivio Diocesano di Trento, Instrumenta capitularia-Bernardino Gelfo 1485-1500, carte 58v-60r.

(2) Pergamena datata 02 febbraio 1498 conservata all’Archivio di Stato di Trento, archivio del principato vescovile di Trento, sezione latina, casa 70/28.

(3) Pergamena del 1521 conservata presso l’archivio parrocchiale di Seregnano (che allora faceva parte della pieve di Civezzano).

(4) Pergamena datata sabato 11 dicembre 1521, conservata all’Archivio di Stato di Trento, archivio Roccabruna, Pergamene, capsa 8, busta 7, n. 12.

(P. Remo Stenico, 2008, Il cognome Stenico nasce a Santo Stefano di Fornace, Trento, Biblioteca San Bernardino)

  1. Un documento del 1482 (1) cita Giovannazzo come padre di Nicolò e nonno di Bertone (nel documento citato come sindaco di Stenico): “[…] comparvero davanti a noi i nostri fedeli Bertone fu Nicolò de Giovannazzo, sindaco e Giacomo di Giovanni di Nicolino pure deputato in rappresentanza degli uomini del Comune di Stenico […]”.

(1) Documento datato 04 dicembre 1482 conservato all’Archivio di Stato di Trento, Libri feudali n. 7, carta 106r. Il documento contiene la sentenza per la causa sorta fra gli uomini di Stenico e quelli di Pinzolo per il possesso e il diritto di un pascolo del monte Grual.

(P. Remo Stenico, op. cit.)


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